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letture d’estate

lungo il fiume fra gli alberi

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Calambre Tango

Calambre Tango

Il Calambre inizia il suo percorso musicale volgendo la sua attenzione alle rielaborazioni dei tanghi di Astor Piazzola. Fondato nel 2002 da Silvina Cardenas, Juan Pablo Simoniello e  Luca Rizzo  ha già all’attivo un cd, “Buenos Aires Ora Zero” – realizzato nel 2004 con l’etichetta ISMA Records. Da fedeli interpreti del linguaggio di Piazzola, il Calambre, anche grazie alle contaminazioni dei diversi  musicisti che si sono intrecciati nel corso degli anni, inventa un carattere proprio e personale che mescola il tango con l’improvvisazione jazzistica. Tra i numerosi concerti che il Calambre ha eseguito, sono da ricordare: Auditorium Parco della Musica_ la Sala Sinopoli, Auditorium Tor Vergata (Roma), Museo degli strumenti musicali (Roma), ClassicUM Jazz Garden (Roma), Teatro Flaiano (Roma). Nella nostra nuova realizzazione discografica, si consolida la fusione tra tango e jazz già iniziata nel primo lavoro, connotandone ora fortemente l’impronta caratteriale del gruppo. Nel disco “Calambre” prodotto dalla Philology, accanto ad alcuni tanghi di Piazzolla sono affiancate  nuove composizioni originali .Special guest Rodolfo Maltese, nostro amico e grandissimo musicista (storico chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso). Il Calambre  è attualmente composto da: Juliane Reiss, violino, Luca Rizzo,  sassofoni e clarinetto, Paolo Bernardi, pianoforte , Massimiliano Pischedda, contrabbasso, Marco Rovinelli, batteria 

Romancero Gitano

Come ammazzare il coniuge e perchè

Spettacolo comico tratto dai due libri di Antonio Amurri: “Come ammazzare la moglie e perché” e “Come ammazzare il marito senza tanti perché”.

Omaggio a Giovannino Guareschi

A cura di Pierfrancesco Mazzoni.

Adea – Amici degli Alberi

Salsa School

Salsa School. Il maestro Marco Anzellini terrà lezioni gratuite di salsa, bachata e cha cha cha.

Esercizi di stile

“Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia è ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche….
Un effetto comico travolgente, che si è già prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio, che può essere usato, come già avvenuto, per fini didattici.”
Questa la presentazione di Umberto Eco della sua magistrale traduzione dell’ormai classico “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. Giustamente il celeberrimo traduttore pone qui l’accento sulle possibilità dialettiche del testo; qui, infatti, il linguaggio si configura come spia e rivelatore del carattere o dell’attitudine psicologica, del mestiere, della condizione sociale o del grado di istruzione, delle nevrosi e delle mille piccole e grandi idiosincrasie dei personaggi che lo parlano.
La “verità”, seppur di un fatto così insignificante come quello del racconto, si frantuma così in una serie di visioni, di punti di vista: essa non appare più una e granitica, ma molteplice e condizionata dai pregiudizi politici e sociali, da automatismi e luoghi comuni derivanti da sistemi educativi, culturali e/o sub-culturali. Nel testo del maestro francese il linguaggio riflette tutto questo come un prisma magico, senza perdere mai l’ironia, la freschezza, l’umorismo, il divertimento e la leggerezza propri degli scrittori del secolo appena trascorso. Il nostro spettacolo teatrale resta fedele al testo letterario e realizza questa divertentissima sperimentazione sull’uso del linguaggio attraverso i vari personaggi che via via racconteranno, canteranno, declameranno dal loro “punto di vista” lo stesso episodio di vita quotidiana, con un effetto comico travolgente; inoltre una fedeltà, la nostra, ancor più allo spirito che alla lettera, che ci ha spinto ad emulare il grande maestro francese, a giocare con le sue regole, usando anche linguaggi che egli non ha utilizzato o non poteva conoscere, di qui gli “esercizi” “rap”, “televisivo”, “sportivo”….
Per ogni “esercizio” lo spettatore dovrà capire da solo la regola che lo governa, ammirando sia il gioco di bravura degli attori che le regole grammaticali e le figure retoriche nascoste, un piccolo gioco “enigmistico” che non mancherà di divertire, attrarre, far pensare, coinvolgere tutti nell’intelligente gioco del teatro.

Badkhonim

Badkhonim sono i cantastorie, gli AFFABULATORI che con la musica, le storie, le
parabole, gli aneddoti e con il loro mondo alla rovescia coinvolgono, provocano e allietano
i matrimoni e LE FESTE nei villaggi, nelle case, nelle capanne.
Badkhonim è memoria di LEGGENDE E RACCONTI dei popoli dell’Europa orientale
e nordica.
Badkhonim è la grande epopea lappone e le fulminanti e sapide storielle artiche.
Badkhonim è il grande repertorio favolistico studiato e raccolto da Propp e
Afanasev della Siberia e della Russia, quello meno conosciuto come “il sivka, il burka e
IL SAURO INCANTATO” e quello più noto come “la Baba-yaga”.
Badkhonim sono le storie di VAMPIRI e gli apologhi esilaranti degli Z I N G A R I,
Rom, ungheresi, tedeschi, rumeni…
Badkhonim sono una CHITARRA , un clarinetto, una CHITARRA M O R E S C A , un
flauto traverso e ….una chitarrina a 4 corde.
Badkhonim è la tradizione Y i d d i s h, gli ebrei del nord – est , la leggerezza, l’ironia e il
sarcasmo, lo Humor che filtra la saggezza popolare e una straordinaria concezione del
mondo e della vita.
Badkhonimè musica e canto DAL VIVO, rielaborazioni di brani che raccontano un
NORD – EST antico e recente : dal compositore serbo contemporaneo Bogdanovic,
alla musica Klezmer, ai temi popolari greci e perfino italiani.
Badkhonim sono Maurizio Castè e Simona Sanzo’, attori e musicisti che nella tradizione
dei Cantastorie reinventano ogni volta con parole diverse le stesse storie in uno spettacolo
sempre nuovo e coinvolgente.

Sofia saluta Roma: incontro con la cultura Bulgara

Anatol

Anatol è un giovane viveur austriaco,con la passione di cambiare le sue donne come e quando gli pare. Nel primo atto unico(“Cena d’addio” con:Anatol,Max(il suo migliore amico) e Annie) invita una sua “ragazza” a cena, per dirle appunto, che l’ha tradita e che quindi da adesso in poi ognuno andrà per la propria strada. Ma le cose cambiano quando anche lei è venuta a cena per dirgli che lo ha tradito,il tutto con toni brillanti.
Nel secondo atto unico(“Le nozze di Anatol” con:Anatol,Max e Ilona),è il giorno delle sue nozze ma la sera prima si è ritrovato con una sua ex e quando la mattina seguente Max va a prendere il suo amico per portarlo in chiesa, tra situazioni equivoche e “cose” che non deve sapere Ilona ci ritroviamo in un clima molto brillante.
Nel terzo e ultimo atto unico(“Lapidi” con:Anatol e Emilie) le cose si invertono perché questa volta Anatol si era davvero innamorato ma scopre che la sua donna,futura moglie continuava a vedersi con altre persone.Quindi il cerchio si chiude ma questa volta in maniera un po’ amara.

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