letture d’estate
lungo il fiume fra gli alberi
Il libro nasce dalle pagine del blog “Studio illegale”. Il giovane avvocato milanese che sotto lo pseudonimo Duchesne ha creato il blog come punto d’incontro fra i tanti avvocati italiani, rendendosi conto del successo ha deciso di trasformare le sue vicende in campo giudiziario in un libro, dove racconta aneddoti, reali o inventati, della sua professione con tono ora ilare, ora triste, sempre con una punta di cinismo, in stile Ally McBeal. Il libro è stato ben accolto soprattutto dal pubblico dei giovani avvocati, costretti come Duchesne a sacrificare la propria vita personale in nome del lavoro. Un pò meno bella invece l’accoglienza da parte degli avvocati di vecchia data, che accusano Duchesne di “sputtanare” la professione.
Federico Baccomo: classe 1978, è un avvocato d’affari. Anzi, era un praticante d’affari, una giovane leva dello studio inglese Freshfields che, stanco degli orari di lavoro da lui definiti «pesanti» e delle pizze fredde consumate alla scrivania prima di inviare al cliente la bozza di contratto definitiva, ha scelto di lasciare la libera professione per un contratto di lavoro subordinato presso la multinazionale Sonae Sierra. Baccomo, un po’ per caso, un po’ per gioco, ha scelto di aprire il blog studioillegale.splinder.com, e di creare il personaggio di Duchesne così come quello del suo capo Giuseppe, e del collega Giovannino, e del neodisoccupato Comoli. Il primo post del sito è stato pubblicato dopo l’uscita di Baccomo dallo studio inglese, quando, in attesa di scegliere cosa “fare da grande” si è trovato improvvisamente «con 24 ore da occupare». E, tra una seduta di allenamento in palestra e qualche accordo con la chitarra, il giovane avvocato ha creato l’ormai nota identità di Duchesne, raffigurato da una cravatta rossa annodata e dall’epiteto “Io sono un professionista serio, ultimamente non sto molto bene”.
Intervista Dario Migliardi